Incendi e trattamento dei rifiuti: dal problema alla soluzione


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Incendi e trattamento dei rifiuti: dal problema alla soluzione
16 Ottobre 2020

Di seguito si forniscono informazioni sull’equipaggiamento tecnico operativo per la prevenzione incendi nel trattamento e stoccaggio di rifiuti applicabile in differenti campi: dai silos agli impianti per la fermentazione, passando per depositi di gas e impianti di cogenerazione e di compostaggio, fino ai carrelli elevatori.
Un non nuovissimo articolo pubblicato dalla CFPA (Confederation of Fire Protection Association Europe) dal titolo “Trattamento e stoccaggio di rifiuti e materie prime secondarie” ci ha permesso di migliorare la prevenzione degli incendi negli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti, affrontando vari temi relativi al trattamento dei rifiuti: dagli incendi dolosi alla prevenzione antincendio strutturale, dai rischi correlati ai lavori a caldo all’equipaggiamento tecnico operativo per la prevenzione incendi.
I vari incendi in questi anni, hanno portato alla pubblicazione di alcune circolari come la Circolare ministeriale n. 1121 del 21 gennaio 2019 riguardante le “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”.
Segnaliamo poi, con riferimento all’emergenza COVID-19, anche la pubblicazione della Circolare ministeriale del 27 marzo 2020, relativa a “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19 – indicazioni”.
Presentiamo di seguito le indicazioni sull’equipaggiamento operativo antincendio con riferimento a 3 settori di rilevanza fondamentale: “la prevenzione incendi nei silos”, “i biogas la cogenerazione e il compostaggio”, ed infine “la prevenzione con i carrelli elevatori”.

La prevenzione incendi nei silos

Riguardo all’equipaggiamento tecnico, la linea guida europea – curata in Germania da Hardy Rusch (VdS Schadenverhütung) e tradotta, dalla versione inglese in italiano, da Guido Zaccarelli (Presidente Vicario APC Prevenzione incendi di AIAS) – si sofferma ampiamente sui silos poiché alcune materie prime secondarie “possono essere soggette ad autoaccensione se sottoposte a temperature troppo elevate” e per garantire operazioni sicure nei silos “devono essere adottate misure di protezione antincendio sia in sede di progettazione e costruzione, sia procedurali ed organizzative”.
Ed è per proprio per questo che prima dello stoccaggio i materiali di cui è noto il comportamento di autoaccensione “dovrebbero essere raffreddati” mentre i materiali in deposito di cui non è conosciuta questa caratteristica dovrebbero essere “sottoposti a test da un organismo competente allo scopo di determinare la temperatura di stoccaggio sicura”.
Si indica poi che i silos “dovrebbero essere costruiti soltanto con materiali non combustibili. Di conseguenza, i silos realizzati in tessuto e posizionati all’interno degli edifici dovrebbero essere trattati separatamente”.
Inoltre questi luoghi dovrebbero “essere monitorati internamente mediante un dispositivo per la precoce rivelazione degli incendi, con allarme localizzato e trasmissione dell’allarme ad una postazione permanentemente presidiata. […] Grazie alla rivelazione precoce c’è tempo sufficiente per iniziare le misure di lotta antincendio prima che il materiale si accenda, per esempio mediante l’inizio dello svuotamento del silo o per mezzo di un processo di inertizzazione”.
In via generale, i silos “devono essere messi a terra e le installazioni all’aperto devono avere un impianto per la protezione dalle scariche atmosferiche. Anche i mezzi per il trasporto del prodotto sfuso devono esser messi a terra durante le operazioni di carico e scarico”.


Biogas, cogenerazione e compostaggio

La linea guida indica che gli impianti per la fermentazione del rifiuto residuo, i fermentatori ed i depositi di gas “devono essere costruiti in conformità alle normative per la protezione contro l’incendio e l’esplosione. Una valutazione del rischio deve essere effettuata e documentata e deve essere sviluppata una impostazione generale per la protezione dalle esplosioni”. 
In particolare per prevenire la propagazione dell’incendio fra edifici ed impianti “è necessario applicare la distanza di sicurezza specificata nelle regole di sicurezza per gli impianti di biogas.
Il documento si sofferma poi sugli impianti di cogenerazione indicando in particolare che i motori impiegati negli impianti di cogenerazione “dovrebbero essere approvati dal produttore per le operazioni con biogas. Deve essere garantita una manutenzione completa da parte di società esperte o personale interno formato. La manutenzione periodica deve essere documentata per iscritto. L’impianto deve essere monitorato da un impianto automatico di rivelazione ed allarme incendio con sensori appropriati sopra i moduli. Deve essere installato un impianto di allarme di fughe di gas collegato ad una postazione permanentemente presidiata. Allo scopo di proteggere l’impianto elettrico e l’impianto di misurazione necessario per il funzionamento dell’impianto, essi devono essere installati in un locale compartimentato”.
Riguardo poi a decomposizione e impianto di compostaggio si segnala che “allo scopo di rivelare la propagazione dell’incendio fra i compartimenti della selezione e della decomposizione in tempo utile, dovrebbero essere installati idonei rivelatori di incendio, come per esempio sensori ad infrarosso, con collegamento ad una postazione permanentemente presidiata. In questo modo, può essere prevenuta la formazione di punti caldi (hot spots). I condotti di aria di scarto dell’impianto di decomposizione dovrebbero avere aperture di ispezione ed essere pulite periodicamente.
Vengo poi riportati diversi suggerimenti relativamente agli impianti in oggetto, come ad esempio: è raccomandato il monitoraggio dell’aria di scarto per il monossido di carbonio allo scopo di scoprire gli incendi nella fase iniziale, oppure è raccomandabile dotare i tunnel di decomposizione con dispositivi antincendio interni. 


La prevenzione con i carrelli elevatori

Sono poi riportate informazioni anche sui carrelli elevatori, dove si sottolinea che:
  • gli operatori dei carrelli a forca “devono essere selezionati e formati secondo quanto previsto dalle normative nazionali”;
  • i trasportatori a terra devono essere sottoposti a manutenzione periodica.
  • i veicoli con motore a combustione interna devono essere ispezionati regolarmente, specialmente per quanto riguarda il serbatoio di carburante e le tubazioni, i tubi di scarico, l’impianto elettrico e tutti i dispositivi di sicurezza.
  • i carrelli trasportatori diesel dovrebbero essere equipaggiati con rete antiscintille.
  • i carrelli trasportatori con motori a combustione interna devono essere riforniti soltanto all’aperto in posizioni appositamente individuate.
  • il serbatoio di carburante gassoso per carrelli con motore a combustione interna alimentato a gas deve essere fissato al veicolo in moto tale che eventuali deformazioni della struttura del veicolo non coinvolgano il serbatoio o la tubazione del gas o i loro supporti.
  • i serbatoi del gas rimuovibili devono essere posizionati orizzontalmente. Deve essere possibile cambiare le bombole in sicurezza e facilmente dall’esterno, e solo in luoghi dove non è possibile che siano generate atmosfere esplosive”.
Inoltre i carrelli con gas liquido “non devono essere parcheggiati all’interno a meno che non siano posizionati sopra il livello del terreno ed abbiano sufficiente ventilazione. Non devono essere parcheggiati vicino alle aperture di locali sotto il livello del terreno. […] Il gas liquido è più pesante dell’aria e quindi eventuali fuoriuscite di gas si possono accumulare negli spazi posti a livelli inferiori”.
Infine ogni veicolo, che non deve essere lasciato incustodito, “deve essere dotato di estintore al fine di garantire misure antincendio precoci”. 
Segnaliamo che dei caricatori elettrici per i carrelli si accenna al punto 5,4 del documento del CFPA. Ad esempio si indica che le postazioni di ricarica di carrelli elevatori “dovrebbero essere posizionati in un locale apposito dotato di compartimentazione con resistenza pari ad almeno 90 minuti e dotati di sufficiente ventilazione. Se le postazioni di ricarica non possono essere posizionate in un locale unico o se esiste un solo apparecchio per ogni edificio, ogni caricatore dovrebbe essere tenuto libero da materiali combustibili per un raggio di almeno 2,5 m intorno e sopra di esso”.